Quando parliamo di apprendimento esperienziale, “Learning by doing” o “hands on Learning”, facciamo riferimento ad un metodo di apprendimento basato sull’esperienza diretta e non esclusivamente teorico.

Capita di non accorgersene, ma in realtà la nostra quotidianità ci offre costantemente diverse forme di apprendimento esperienziale. Cioè in tutti quei momenti in cui occorre “fare esperienza” che, una volta acquisita, diverrà un nostro patrimonio di conoscenza per quando dovremo rifare la medesima azione in futuro.

Applicato al mondo della formazione, questa modalità risulta essere particolarmente coinvolgente ed efficace, soprattutto perché permette di migliorare se stessi, acquisendo nuove competenze, anche grazie al lavoro in team.

Dall’esperienza comune e condivisa, infatti, l’apprendimento “sul campo” crea nell’individuo e nel gruppo un flusso di conoscenza diversificato. Quest’ultimo porta così le persone coinvolte a sviluppare la propria creatività in maniera differente, afferendo a nuove competenze trasversali.

Per questo motivo possiamo affermare che quello del “Learning by doing” costituisce un modello di apprendimento dove la costruzione della conoscenza avviene attraverso l’osservazione e la trasformazione diretta dell’esperienza. Abbandonando quindi il solo riferimento dell’ambiente teorico tradizionale fatto di nozioni e concetti da imparare.

Oggi vogliamo quindi parlare dell’apprendimento esperienziale, un metodo consolidato che in DBGA Online Blended abbiamo fatto nostro attraverso un’innovativa proposta.

APPRENDIMENTO ESPERIENZIALE O HANDS ON LEARNING: DI COSA SI TRATTA?

Come abbiamo avuto modo di vedere in precedenza, l’apprendimento esperienziale costituisce un modello di formazione basato sull’esperienza, sia essa cognitiva, emotiva o sensoriale, sfruttando l’importanza dell’azione diretta su un argomento per acquisirne una consolidata conoscenza. Applicando la definizione nello specifico al mondo del game design e dei videogiochi, il processo di apprendimento si realizza quindi attraverso l’azione e la sperimentazione di comportamenti, compiti, ruoli in cui il partecipante è attivo protagonista, cioè si trova a mettere in campo le proprie risorse e competenze per l’elaborazione e la riorganizzazione di concetti teorici. L’apprendimento esperienziale consente in questo senso a chi partecipa ad un determinato corso, webinar o piattaforma di formazione, di sviluppare comportamenti adattivi ad una determinata situazione, migliorando le proprie skill e la propria creatività.

COME FUNZIONA L’APPRENDIMENTO ESPERIENZIALE?

L’apprendimento esperienziale implica una prima fondamentale analisi delle attività da svolgere, attraverso la valutazione e la distinzione dei punti di forza e di debolezza. Si tratta di un aspetto indispensabile per migliorare le proprie performance durante l’esperienza in cui si è coinvolti. In seconda istanza, grazie alla cooperazione di un team affiatato nel quale ognuno mette in gioco le proprie competenze, si riflette collettivamente sui comportamenti, le strategie e la divisione delle attività da attuare. Così si possono definire i cosiddetti “learning goal”, cioè gli obiettivi di apprendimento, su cui porre un maggiore livello di attenzione e concentrazione nello svolgimento della “nuova” esperienza.

Le skill apprese potranno quindi svilupparsi grazie alla forza del gruppo, in quello che viene definito “apprendimento cooperativo”, facendo particolare attenzione ad aspetti come l’influenza dei comportamenti di ciascuna persona coinvolta nell’attività, le modalità di utilizzo delle risorse a disposizione nel definire e nel raggiungere gli obiettivi comuni e gli elementi emotivi come il coinvolgimento personale.

L’APPRENDIMENTO ESPERIENZIALE TRA PRATICITÀ E DIVERTIMENTO

Alcuni pratici esempi in cui è possibile vedere applicato l’apprendimento esperienziale sono le simulazioni, le quali possono essere allestite anche in modo estemporaneo all’interno di una lezione. Queste consentono ad esempio di porre l’enfasi su una determinata situazione di crescita, che deve essere affrontata da un soggetto chiamato a simulare le proprie reazioni al problema. I cosiddetti giochi di ruolo rappresentano un altro tipo di simulazione, poiché seguono una struttura e regole ben precise. Ai partecipanti viene chiesto di immedesimarsi, lavorando in gruppo o individualmente, per affinare e valutare precise competenze come saper prendere decisioni e sapersi organizzare. Anche nei contesti aziendali e scolastici si ricorre spesso alle modalità di apprendimento esperienziale, in situazioni nelle quali è necessario trovare una soluzione  attraverso competenze che vengono sviluppate durante l’esperienza stessa. Negli ambienti di formazione si definiscono “compito autentico” o “compito creativo”, all’interno dei quali un tutor assegna delle attività così da consentire la divisione del lavoro in una logica di squadra.

IL LEARNING BY DOING NEL MONDO DEL VIDEOGIOCO

Noi di DBGA crediamo fortemente nell’obiettivo di formare studenti job-ready, ovvero pronti per un inserimento fluido negli ambiti professionali. La sfida nel traslare questo metodo di apprendimento nella formazione di professionalità complesse proprie dell’industria del videogioco, implica la replica esatta delle dinamiche dei team di lavoro di uno studio di sviluppo, sia nella verosimiglianza dell’esperienza e gestione delle tempistiche di lavoro, sia nel processo di realizzazione e sviluppo dei videogiochi, che nel confronto e interazioni con compagni e colleghi. Ovviamente, oltre ad un piano formativo che presuppone come aspetto imprescindibile l’equilibrio tra didattica e l’applicazione, non si può prescindere dalle figure dei docenti che, forti di competenze tecniche approfondite, possiedano come skill ulteriore un’altrettanta approfondita esperienza sul campo e, di conseguenza, un approccio hands-on learning. Cioè fortemente basato sull’esperienza pratica e capace di coinvolgere e organizzare gruppi di lavoro. Dei veri e propri core trainer del game development.