Se c’è un aspetto fondamentale che può determinare la carriera di un Game Artist e favorire le possibilità di successo nell’industria dei videogiochi, quello è certamente il portfolio: si tratta di uno strumento essenziale per presentarsi a un colloquio di lavoro e mostrare ciò di cui è capace l’artista, nonché la prima cosa che sarà notata da una software house in cerca di una nuova figura professionale da aggiungere al proprio organico. È importante, in questo senso, creare un portfolio digitale capace di trasmettere al meglio il talento del Game Artist ed evidenziare i suoi maggiori punti di forza, evitando al tempo stesso degli errori abbastanza comuni che i giovani artisti tendono a commettere nel tentativo di creare una vetrina digitale con cui impressionare a ogni costo chi la osserva.

La prima regola del portfolio perfetto: puntare sulla qualità

Uno dei mantra principali che il Game Artist dovrebbe seguire nel processo di creazione del portfolio è di focalizzarsi sui lavori migliori, dimostrando di saper selezionare i progetti che meritano davvero di essere inclusi in ciò che rappresenta a tutti gli effetti il proprio “biglietto da visita”. Sebbene sia certamente consigliabile inserire dieci o più esempi del proprio lavoro come showcase delle capacità tecniche e abilità creative dell’artista, uno dei consigli più utili è di concentrarsi solo sui migliori design realizzati fino a quel momento, preferendo dunque la qualità alla quantità e cercando di inserire tutti quei lavori capaci di far trasparire la propria passione per questo mondo.

Privilegiare i lavori migliori (pescando, possibilmente, tra quelli prodotti più recentemente) e creare un percorso coeso sono accorgimenti utili per mostrare in modo netto la propria crescita professionale, anche se ciò vuol dire rinunciare a qualche vecchio concept realizzato anni prima o creare un portfolio composto soltanto da quattro o cinque progetti. È importante partire da quello che l’artista considera il suo lavoro migliore in assoluto, inserendo in seguito i progetti rifiniti al meglio e scartando infine tutti quelli che potrebbero lasciar pensare a un percorso qualitativo inconsistente da parte del Game Artist.

Nicolò Centanni Corso Concept Art a.a. 2021-2022

Nicolò Centanni Corso Concept Art DBGA Campus a.a. 2021-2022

Scegliere con cura i design che meglio riflettono il proprio talento per costruire il portfolio del Game Artist, tralasciando quelli che potrebbero essere ritenuti invece più deboli, può testimoniare la consapevolezza da parte dell’artista degli standard qualitativi richiesti in uno studio di sviluppo professionale  specializzato nella creazione di un videogioco. Non abbiate timore, pertanto, di presentarvi con un portfolio composto da pochi (ma buoni) lavori: come svelato durante un panel alla GDC 2019 da Chris Sulzbach, ai tempi Lead Character Artist di ZeniMax Online Studios e attualmente impegnato su Marvel’s Wolverine di Insomniac Games, a volte basta un solo progetto di qualità per far colpo su un’azienda e ottenere il posto di lavoro a lungo ambito.

Al tempo stesso, non abbiate paura di inserire degli scatti work-in-progress dei progetti meritevoli: mostrare il processo di creazione di un progetto può risultare determinante quanto il risultato finale, e in alcuni casi anche di più. In tal senso, documentare attraverso foto e video i progressi raggiunti durante la creazione del progetto e includere una carrellata che mostri il percorso compiuto dall’artista partendo dal concept originale e arrivando alla forma finale può permettere ai reclutatori di comprendere al meglio quali insegnamenti abbia appreso il Game Artist durante questo processo, aggiungendo così maggiore profondità al proprio portfolio e offrendo una visione più ampia della personalità dell’artista.

Idee ben chiare per una presentazione ottimale

È proprio grazie al portfolio, dunque, che un reclutatore può farsi una prima impressione sul Game Artist e decidere se approfondire la conoscenza attraverso un colloquio di lavoro. Per essere certi di arrivare al secondo step e avere maggiori possibilità di intraprendere la carriera dei propri sogni, è importante avere le idee chiare su come costruire il portfolio e strutturarlo a dovere, dandogli un taglio preciso e un focus su quelle che sono le proprie specializzazioni, inserendo delle categorie per separare i vari progetti e renderli consultabili più facilmente. Allo stesso tempo, è importante dimostrare di essere in grado di padroneggiare al meglio le basi, evidenziando non solo una perfetta comprensione dell’anatomia e delle proporzioni, ma anche dell’illuminazione e della gestione delle ombre, mettendo in risalto tutto ciò tramite progetti mirati da includere nel portfolio.

È perfettamente normale, agli inizi della carriera da Game Artist, avere una o due aree di competenza in cui esprimere al meglio il proprio talento, così com’è abbastanza consueto, in fase di creazione di un portfolio, cercare di inserire una selezione più ampia e varia possibile per cercare di catturare l’attenzione. Ebbene, uno dei suggerimenti più preziosi in tal senso è di tentare di semplificare quanto più possibile il portfolio, puntando su un paio di aree di competenza e dimostrando di essere un artista in grado di distinguersi dalla massa grazie alla qualità dei propri lavori. Alex Beddows, Senior Environment Artist in forze a Respawn Entertainment, ha spiegato i grandi benefici di questa strategia per tutti gli aspiranti Game Artist che desiderano lavorare in un settore competitivo come quello della Game Industry.

Corso Game Art 3D

Daniele De Giglio Corso Game Art 3D DBGA Campus A.A. 2020-2021

Non abbiate dunque paura di avere un portfolio dal tema ben definito e strutturarlo in modo da mettere in risalto la vostra specializzazione, dedicando la porzione restante ad altre potenziali skill capaci di stuzzicare l’interesse dei reclutatori. Nel caso di un Concept Artist specializzato nella creazione di personaggi, il portfolio dovrebbe partire con il migliore esempio di character design creato dall’artista, continuando a infarcire la propria collezione con altri modelli di personaggi (proponendo variazioni cromatiche degli stessi concept o soggetti completamente diversi) e concludendo con due settori differenti della Game Art, ad esempio il 3D modelling o il design delle ambientazioni.

Importante, in questo caso, bilanciare al meglio lo spazio riservato alla specializzazione (che, nel caso di artisti “junior”, potrebbe avvicinarsi al 70% dei contenuti inclusi nel portfolio) e quello dedicato alle altre competenze (30%), aggiornando man mano il portfolio con una maggiore varietà di esempi, espandendo di volta in volta il proprio catalogo con il frutto delle nuove esperienze professionali. Così, lo spazio dedicato al design di un singolo personaggio può crescere fino a ospitare interi set di personaggi che potrebbero essere parte di un videogame, ed essere accompagnato da alcune concept art dedicate alle ambientazioni, alle armi, ai veicoli e persino e alla User Interface. L’artista dimostra così di sapere perfettamente come creare un look distintivo per dar vita a un progetto da zero e di realizzare così uno stile coeso per tutti gli elementi che potrebbero comporre il videogioco.

Strumenti e consigli per creare il proprio portfolio

Il portfolio deve essere organizzato in modo semplice e comprensibile, ma ciò non significa rinunciare a impreziosire i propri progetti con i recapiti (inclusa l’email e il numero di telefono) e informazioni che potrebbero rappresentare un valore aggiunto. Al fine di rendere ancora più chiaro com’è avvenuto lo sviluppo di ogni singolo lavoro incluso nel portfolio, infatti, è utile inserire delle descrizioni dettagliate del processo di iterazione, esplorazione e sperimentazione che l’artista ha affrontato per raggiungere quel particolare risultato, un consiglio valido se si sceglie di inserire tra i lavori anche gli scatti work-in-progress citati in precedenza, grazie ai quali mostrare l’evoluzione di un particolare progetto dall’inizio alla fine.

Si tratta di un elemento focale, perché consente al Game Artist di creare qualcosa di più di una semplice carrellata di artwork: è importante spiegare in poche e semplici frasi il processo che l’artista ha affrontato per dar vita al progetto, descrivendo le sfide affrontate durante lo sviluppo, le fonti d’ispirazione, le ragioni che l’hanno spinto a creare una simile opera e, perché no, i software utilizzati lungo il cammino. Strumenti come ArtStation o Behance offrono ai Game Artist specializzati in 2D e 3D l’opportunità di creare (anche gratuitamente) un portfolio facile da consultare, con la possibilità di aggiungere titolo, descrizione, tag e appunto gli strumenti utilizzati.

Corso Game Art 3D

Lorenzo Achilli Corso Game Art 3D DBGA Campus A.A. 2020-2021

I 3D modeler possono sfruttare servizi come YouTube e Vimeo per condividere le proprie creazioni in modo semplice: entrambe sono piattaforme ideali per mostrare in azione le animazioni create nel corso degli anni, ma differiscono per alcuni elementi. Mentre il servizio di proprietà di Google offre un bacino d’utenza virtualmente sconfinato e dunque maggiori possibilità di farsi notare, viene considerato generalmente come un mezzo destinato ai content creator e non a figure professionali. Il secondo dispone di una nicchia di pubblico certamente più piccola ma, proprio per questo, rappresenta uno strumento mirato utilizzato dai professionisti. Al contrario di YouTube, Vimeo permette inoltre di aggiornare costantemente il video del proprio portfolio mantenendo lo stesso link di destinazione: in caso di necessità, il Game Artist può così aggiornare il proprio reel in ogni momento senza dover condividere nuovamente l’indirizzo con reclutatori e software house.

Offrire agli studi di sviluppo un contesto più ampio sul proprio operato è una buona pratica che aumenta le possibilità di ottenere un colloquio di lavoro, perché fa capire sin da subito al reclutatore se la figura professionale corrisponda o meno al profilo richiesto: la software house dei vostri sogni cerca artisti abili nell’uso di software come Maya o Zbrush? Inserire nel proprio portfolio un lavoro di alta qualità realizzato tramite gli stessi tool potrebbe essere un modo in più per convincerli di essere la persona giusta al momento giusto. Creare diverse iterazioni di una particolare scena, ad esempio di uno scenario realizzato tramite motori come Unity o Unreal Engine, potrebbe dimostrare più efficacemente la capacità di adattarsi a differenti “mood”, contesti ed esigenze richiesti per dar vita a un videogioco ancora più coinvolgente.

Comprendere la pipeline dello sviluppo per un risultato migliore

Uno dei segreti che permette al Game Artist di confezionare con cura un portfolio perfetto risiede nella “conoscenza”: come funziona la pipeline di un vero studio di sviluppo specializzato in videogiochi? Quali sono i processi fondamentali nella realizzazione di un videogame, e come cucire il proprio portfolio attorno a queste fasi? Dimostrare al Lead Artist di uno studio o ai reclutatori di essere a conoscenza delle dinamiche di una software house può essere uno degli elementi in grado di fare la differenza tra ottenere un colloquio di lavoro o passare inosservati tra decine e decine di portfolio tutti uguali.

Oltre a prevedere degli “action shot” che servono da dichiarazione d’intenti per il progetto, è utile realizzare un portfolio inserendo anche dei materiali utilizzati più tipicamente da uno studio in fase di produzione, come concept art di modelli poligonali nella classica “T-pose” (sia fronte/retro che di lato) per gli artisti 3D, oppure lo sketch di un personaggio visto da diverse angolazioni per i Game Artist specializzati in disegni 2D. Dimostrare che il proprio lavoro sia già studiato per essere gestito dai modellatori 3D, o di essere in grado di realizzare modelli e texture facendo sempre attenzione a rispettare l’anatomia umana, sono tutte accortezze che difficilmente passeranno inosservate dai reclutatori in cerca di nuove figure professionali.

Lorenzo Carleo A.A.2021-22

Lorenzo Carleo Corso Concept Art DBGA Campus A.A. 2021-22

In questo senso, il modo perfetto per comprendere le varie fasi della pipeline del Game Development è iscriversi a un corso DBGA Campus, come quello dedicato alla  Concept Art o quello destinato ai Game Artist 3D: in entrambi i casi, il programma prevede molteplici lezioni all’interno di un ambiente che simula le dinamiche di una software house e consente di apprendere sia le “hard skills”, ovvero le competenze tecniche necessarie a svolgere il proprio lavoro, che le “soft skills” legate al lavoro di squadra e al networking.

I corsi dell’Academy dedicati ai Game Artist, inoltre, includono un intero segmento dedicato alla creazione di un portfolio di progetti da presentare assieme al proprio curriculum vitae, con cui tentare più facilmente di entrare nel mondo del lavoro e diventare un professionista nell’industria dei videogiochi. Gli aspiranti artisti possono partecipare agli Open Day in live streaming di fine giugno per scoprire maggiori informazioni sui corsi biennali DBGA Campus o registrarsi agli Open Day on Demand per scoprire in qualsiasi momento tutti i dettagli sui corsi in partenza a settembre.

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