I Talenti dell’Academy: Intervista a Sebastiano Italo Caradonna

Lug 27

I talenti dell’Academy è una rubrica che coinvolge studenti ed ex studenti della Digital Bros Game Academy che hanno frequentato i corsi Campus, Online Blended e di specializzazione Plug-N-Learn. Oggi siamo in compagnia di Sebastiano Italo Caradonna, ex studente del corso di Game Design DBGA Campus che oggi lavora come QA Tester in Milestone. Ecco cosa ci ha raccontato della sua esperienza in Academy e dei suoi piani per il futuro.

Raccontaci di più della tua esperienza. Com’è stato il tuo percorso in Academy, e qual è il ricordo più bello che custodisci?

 L’anno passato in DBGA Campus è stato l’anno più bello della mia vita, ricco di emozioni e soddisfazioni. In quella grande fucina che è la sede di Via Labus ho potuto apprendere e porre le basi per quello che sarebbe stato, e che ho sempre voluto fosse, il mio futuro: lavorare da protagonista nella game industry. Il mio percorso durante l’anno da designer non è stato affatto semplice. Il Game Design è un’arte dura sia da apprendere che da applicare e questo unito ai ritmi dell’accademia e ai progetti (con tutte le difficoltà che essi si portano), arrivare alle fine del percorso stremati è cosa assai facile.

Tuttavia, quando ci si guarda indietro e si osserva la crescita compiuta, i legami stretti e, specialmente, i giochi creati (sui quali abbiamo investito sudore, testa, energie e soprattutto cuore) non ho potuto che provare grande soddisfazione per tutto quello che avevo fatto. Definire il ricordo più bello sarebbe quasi del tutto impossibile. Potrei forse citare la vittoria di uno dei premi nel progetto Mobile, dove il team più piccolo è riuscito a creare con dedizione e impegno un gioco che abbiamo amato profondamente. Potrei forse citare l’ultimo giorno di lezioni, dove mi sono voltato per osservare l’immagine del nostro CT in mezzo agli studenti un’ultima volta. Oppure potrei far finta di non averne citato più di uno e dire che ogni momento passato con quei ragazzi è il ricordo più prezioso che custodisco.

Qual è stata la sfida più ardua che hai dovuto affrontare durante il tuo percorso accademico? E quale, invece, la maggiore soddisfazione che hai provato durante il corso?

Sicuramente la sfida più ardua è stata il progetto Big One. Dopo mesi passati a costruire piccoli progetti con team più o meno piccoli, ci siamo ritrovati (a sole due settimane dalla fine del progetto precedente) dinanzi a qualcosa di molto più grande della durata di mesi e con una squadra grande almeno il doppio. Mettere insieme visioni diverse, mentalità diverse, modi diversi di approcciare il design, per quel che concerne il mio campo, e più in generale il lavoro fu all’epoca una sfida senza eguali che ci ha regalato infinite ore di riunioni, di lavoro, di sorprese (di ogni genere) e un prodotto finale atipico, inusuale che consideriamo nostro figlio. È forse questa la soddisfazione più grande: il ritrovarsi tra le mani un gioco fatto da sé, dagli sforzi congiunti di tutti. Una volta tra le mani il risultato delle proprie notti insonni, la sensazione che ho sempre provato è stata quella di sentirmi migliorato, di aver fatto un passo in avanti rispetto a prima, rispetto al progetto precedente.

Game Design DBGA Campus

Com’è cambiata la tua vita dopo aver portato a termine gli studi? In che modo DBGA ti ha aiutato a raggiungere i tuoi obiettivi e in quanto tempo hai trovato lavoro?

Io ho trovato lavoro relativamente presto, all’incirca tre mesi e mezzo dopo la fine dell’accademia. Già questo penso basti per comprendere quanto sia cambiata la mia vita dopo il percorso in Via Labus. In tutto questo, l’accademia ha svolto un ruolo fondamentale: grazie a DBGA ho ottenuto i mezzi per muovermi all’interno di quest’industria con coscienza, sapendo cosa fare e come farlo, e mi ha consentito di conoscere diverse persone di una certa rilevanza nel settore.

Puoi raccontarci i tuoi progetti per il futuro? A cosa stai lavorando attualmente? E in che modo il corso DBGA ti ha aiutato ad affrontare un simile compito?

Attualmente sto lavorando su un progetto molto importante di cui non posso parlare e a cui tengo molto sia come developer che come videogiocatore. La mia esperienza nel QA in Milestone è piuttosto interessante perché mi permette di vedere un lato della game industry importante, e a tratti indispensabile per spostarsi in altri reparti dello stesso ambito, come la produzione, oppure diversi, come design, appunto.

Ciò che mi ha fornito la DBGA, e che mi è stato utile all’inizio così come tutt’ora, è stata la conoscenza di determinate dinamiche che mi ha permesso di accelerare la qualità del lavoro e la capacità di interfacciarmi con i progetti e gli altri reparti. Essendo il mio lavoro a metà tra strada tra la produzione, essendone l’altra faccia della medaglia, e gli altri reparti, tutto quello imparato in DBGA Campus e nel successivo corso Plug-N-Learn mi sono d’aiuto per monitorare lo stato d’avanzamento dei lavori sul mio attuale progetto.

Che consiglio daresti ai nuovi studenti che si accingono ad affrontare un percorso accademico presso DBGA, o agli appassionati di videogiochi che desiderano lavorare in questa industria?

Voi dovete continuare ad avanzare fino al vostro obiettivo. Anche oltre il vostro obiettivo. Se avete scelto di investire nell’accademia, sia da un punto di vista economico che temporale che fisico. Allora dovete avere ben chiaro quello che volete. Quello che vi resta è credere nelle vostre scelte fino in fondo. La DBGA vi darà tutti i mezzi necessari, ora più di prima, per attraversare questo percorso e vi preparerà al meglio, tuttavia è importante che capiate che il più deve provenire da voi, prima dentro le quattro mura protettive dell’accademia e poi al di fuori di esse dove sarete voi da soli. Non vi riserverò alcuna parola di conforto perché sentirei di starvi mentendo se facessi il contrario. Così come non lo fece con noi il nostro CT, eppure nessuno di noi si è mai arreso. Questa è la strada che avete scelto voi stessi. Questa è una storia che voi stessi avete cominciato. C’è solo una cosa che dovete fare ed è l’unico modo che avete: dovete affondare le zanne fino in fondo.