Oggigiorno, quando si pensa ai videogiochi, è facile immaginare giganteschi open-world da esplorare liberamente, produzioni mastodontiche in cui vari generi si fondono per creare esperienze sempre più ambiziose, meccaniche di gameplay sempre più innovative, sistemi sempre più profondi e avvincenti. Eppure, guardando all’incredibile complessità che caratterizza le più moderne opere disponibili sul mercato, viene quasi difficile credere che il primissimo esempio di videogioco lanciato in commercio sia arrivato in realtà “solo” cinquant’anni fa.

Da scommessa rischiosa a certezza per il futuro

Il settore dei videogame si è evoluto in modo esponenziale da quando, sugli schermi in bianco e nero, si consumava una rudimentale simulazione di ping-pong in cui due stanghette verticali dovevano muoversi su e giù per evitare che la pallina lanciata dall’avversario andasse a segno. In pochi avrebbero probabilmente scommesso che questo settore sarebbe stato in grado di cambiare e rinnovarsi a tal punto in così poco tempo: passi da gigante sono stati compiuti molto rapidamente dai protagonisti di quest’industria che, dando libero sfogo alla propria creatività, hanno continuato puntualmente ad alzare la proverbiale asticella di generazione in generazione, raggiungendo un grado di sofisticazione che fino a pochi anni fa era semplicemente impensabile.

L’industria dei videogiochi rappresenta oggi uno dei settori più importanti e remunerativi dell’intrattenimento digitale, con centinaia e centinaia di team indipendenti sparsi per il globo e grossi studi che offrono lavoro a migliaia di sviluppatori di ogni età. Entrare oggi in questo mondo significa far parte di una realtà in costante cambiamento, di un panorama frizzante in cui artisti, project manager, programmatori, designer e altre figure professionali uniscono i propri talenti per trasformare un concept astratto in qualcosa di concreto, tangibile, reale. Qualcosa che è in grado di emozionare, di azzerare le distanze e creare nuove amicizie, di far riflettere o stupire, di divertire o stimolare un po’ di sana competizione.

Game Industry 505 Games

Eiyuden Chronicle: Hundred Heroes. Sviluppatore Rabbit and Bear Studios; editore 505 Games

 

Lavorare nei videogiochi, fino a poco tempo fa, significava tuttavia fare una scommessa rischiosa per il proprio futuro: oggi, con un giro d’affari che ha toccato il tetto dei 2 miliardi e 243 milioni di euro nel solo territorio italiano, questo settore rappresenta un’opportunità più che mai concreta di trovare lavoro, di investire in un mondo che si rinnova continuamente, che cresce senza sosta e che non smetterà verosimilmente mai di farlo grazie a tecnologie sempre più avanzate che consentono di abbracciare un’utenza molto più ampia rispetto al passato: non è un caso che, puntando con decisione sullo streaming (come già successo, peraltro, in ambito musicale, televisivo e cinematografico), alcuni protagonisti del mercato videoludico abbiano posto come obiettivo a lungo termine quello di raggiungere un bacino d’utenza di oltre tre miliardi di giocatori in tutto il mondo.

Il punto d’arrivo è certamente ambizioso, anche se al momento distante dalla realtà dei fatti: restando nei confini del Bel paese, il numero di videogiocatori registrati da IIDEA nell’ultimo report annuale conta circa 15,5 milioni di utenti, ovvero il 35% della popolazione italiana tra i 6 e 64 anni, mentre analizzando la situazione di uno dei mercati più prolifici al mondo, quello degli Stati Uniti, si parla di cifre tredici volte superiori. Per dare un’idea delle proporzioni, l’ente americano Entertainment Software Association conferma che nel 2021 il 66% della popolazione statunitense (circa 215 milioni di utenti) ha giocato regolarmente ai videogame spendendo in media circa tredici ore a settimana alle prese su PC, console o dispositivi mobile. Il valore del mercato statunitense ha superato quota 60 miliardi di dollari lo scorso anno, e continuerà verosimilmente a crescere ancora in futuro man mano che cesserà la crisi dei semiconduttori, che ha portato a grosse carenze in tutto il mondo delle piattaforme di nuova generazione come PS5 e Xbox Series X/S e delle schede video più performanti, impedendo a conti fatti a una buona fetta di utenza di investire del denaro nel mercato.

Game Industry: prospettive e opportunità per gli sviluppatori italiani

Per coloro che sognano di trovare lavoro nel mondo dei videogiochi, non esiste momento migliore di entrare nell’industria: con migliaia di videogiochi in sviluppo ogni anno, tanti studi di medie e grandi dimensioni o persino team indipendenti sono alla ricerca di nuove figure professionali da inserire nel proprio organico. È importante, in questo senso, consultare regolarmente le sezioni dedicate agli annunci di lavoro dei principali studi di sviluppo per verificare che siano disponibili posizioni compatibili con le proprie specializzazioni, oppure consultare appositi agglomeratori che si occupano per l’appunto di inserire sotto lo stesso tetto le più importanti offerte di lavoro relative a una specifica categoria. Portali specializzati come GamesIndustry includono decine di posizioni disponibili suddivise in categorie (Arte e Animazione, Programmazione, Game Design, e così via) o provenienza del team di sviluppo, con la possibilità di cercare lavoro in Italia e soprattutto all’estero, si tratti di varie nazioni d’Europa o del più ampio mercato nordamericano.

La pandemia da Covid-19, peraltro, ha sdoganato l’idea di ottenere un posto di lavoro da remoto, dimostrando che è perfettamente possibile dar vita a videogiochi di successo anche lavorando da casa o comunque a centinaia di chilometri dalla location della sede principale della software house in questione. Sono molte le società che stanno aprendo alla possibilità di assumere nuovi dipendenti al fine di farli lavorare a distanza, e al tempo stesso sempre più portali che si occupano di raccogliere le offerte lavorative hanno aggiunto una categoria ad hoc per questo genere di opportunità. Esistono poi altri agglomeratori, come Aardvark Swift, che non si limitano ai soli videogiochi ma estendono lo stesso concetto anche ad altri settori dell’intrattenimento digitale, si tratti di animazione, cinema o TV, permettendo ad esempio agli artisti di tentare una nuova carriera in un ambito differente.

Corsi online

Per quanto riguarda il mercato nostrano, sono molteplici i team di sviluppo attualmente in cerca di nuove figure professionali, così come numerose sono le opportunità concepite per stimolare nuovi studi indipendenti e startup composte da giovani talenti alla creazione di videogiochi innovativi. Iniziative inedite per la scena italiana come Tax Credit Videogiochi, il fondo stanziato dal Ministero della Cultura che nel 2022 ha messo a disposizione 11 milioni di euro da investire per la produzione di videogame innovativi, si affiancano a una serie di progetti ricorrenti come First Playable, evento business in cui team di sviluppo potranno proporre delle build funzionanti dei loro progetti a realtà importanti del comparto videoludico, nell’ottica di ottenere finanziamenti per completare la produzione del proprio videogioco.

Non mancano poi programmi di accelerazione dedicati alle startup come Quickload, l’evento promosso dall’hub OGR Tech di Torino che mette a disposizione 10 milioni di euro per finanziare i progetti delle startup di videogiochi, e Cinecittà Game Hub, programma creato da Cinecittà con il supporto di Acer, Epic Games e Sony Interactive Entertainment Italia che ha messo a disposizione 600.000 euro per finanziare i dieci progetti più originali e promettenti per il futuro del settore videoludico in Italia. Con la crescita esponenziale del mercato dei videogiochi nella nostra nazione, sono sempre di più le iniziative di questo genere che intendono incentivare la nascita di nuove realtà professionali al servizio dei tanti talentuosi sviluppatori sparsi in tutta Italia. Non c’è momento migliore, insomma, per lanciarsi in questo campo e cercare di trasformare in un vero lavoro la propria passione per i videogame.

Diventare una figura “job ready” grazie a Digital Bros Game Academy

Dei programmi citati finora, una buona parte è riservata chiaramente a tutti gli sviluppatori che hanno maturato un minimo di esperienza nell’industria dei videogiochi, ma come fare a entrare in questo mondo senza aver mai avuto la possibilità di creare un gioco prima d’ora? Digital Bros Game Academy è la risposta più concreta e affidabile a questa esigenza, grazie alla sua filosofia learning by doing e a un modello formativo che simula la pipeline di un vero studio di sviluppo per formare delle figure professionali “job ready”, ovvero già pronte per l’inserimento nel mondo del lavoro. Con i suoi quattro corsi DBGA Campus (Game Design, Game Programming, Concept Art e Game Art 3D), ora caratterizzati da una più completa formula biennale con cui imparare a utilizzare i motori più diffusi nell’industria, l’Academy continua a formare di anno in anno nuovi talenti che diventeranno gli sviluppatori di domani.

Contando su un ampio network di partner, DBGA ha permesso a un’elevata percentuale dei suoi studenti di trovare lavoro nel settore subito dopo aver completato il percorso formativo, mettendo inoltre a completa disposizione degli strumenti essenziali come DBGA Careers, una vetrina in cui inserire il proprio profilo professionale (con tanto di curriculum) al fine di promuoverlo tra alcuni degli studi di sviluppo più importanti della scena internazionale. L’Academy contribuisce inoltre alla creazione di alcuni elementi fondamentali per trovare lavoro, come il portfolio, e prepara gli aspiranti sviluppatori alle numerose sfide che possono presentarsi nella vita di tutti i giorni all’interno di un vero team di sviluppo.

Corsi DBGA Campus

Un istituto che si adatta alle esigenze dei suoi studenti, e che oltre ai corsi in presenza del programma DBGA Campus, prevede anche due offerte formative basate interamente sul metodo Online Blended (Game Design e Game Programming), un corso riservato ai più piccoli (DBGA Kids) e delle iniziative complementari come Plug-N-Learn, che consentono di specializzarsi in altri ambiti della Game Industry come localizzazione o Project Management.

Digital Bros Game Academy permette agli appassionati di videogiochi di tentare una carriera professionale nell’industria e scrivere così il proprio futuro: le iscrizioni ai nuovi corsi biennali DBGA Campus sono già aperte, con partenza prevista per il mese di ottobre.

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