Localizzazione di videogiochi: come diventare traduttore specializzato

Nov 16

I videogiochi sono un fenomeno globale e affinché milioni di giocatori possano fruirne senza barriere linguistiche, è compito degli specialisti della localizzazione assicurarsi che l’adattamento di un videogioco da una cultura a un’altra sia accurato. In che modo si può diventare localizzatori di videogiochi? Lo abbiamo chiesto ad Andrea De Cunto, Specialist Trainer del corso Plug-N-Learn di Game Localization e CEO e Localization Manager di Molok Studios, società che fornisce servizi di localizzazione multilingue per videogiochi, anime, serie TV, film e prodotti digitali.

Ciao Andrea, puoi presentarti ai nostri lettori e parlarci un po’ del tuo background?

Trainer del corso Game Localization Plug-N-Learn

Ho iniziato il mio viaggio nel mondo della localizzazione nel febbraio 2008, dopo essere stato assunto da un’agenzia come tester linguistico. Il mio compito era completare dei videogiochi (o come si dice in questo caso “romperli”) e verificare che tutti i testi e gli audio italiani fossero stati correttamente implementati.

Quasi contemporaneamente, avendo una formazione tecnico-audio, ho lavorato per la stessa agenzia anche come fonico per i doppiaggi, fino a completare il mio percorso con loro in qualità di localization compliance manager. Da lì, ho cambiato settore, specializzandomi come freelance nella traduzione e adattamento televisivo per anime e documentari, fino a tornare, qualche anno più tardi, a lavorare con i videogiochi come project manager e direttore del doppiaggio di titoli AAA.

Insomma, dopo aver fatto il giro di tutte le professioni del settore, la naturale evoluzione è stata l’apertura di una mia agenzia, Molok studios.

Qual è la differenza tra traduzione e localizzazione di videogiochi?

La localizzazione è una traduzione che, oltre alla conversione linguistica dei concetti da una lingua di partenza a una di destinazione, si pone anche l’obiettivo di dare al lettore/utente/destinatario la sensazione che il prodotto col quale sta interagendo, sia stato ideato e creato nel proprio paese, garantendo lo stesso livello di coinvolgimento e dei riferimenti culturali di analoga comprensione.

Adattare un videogioco è un processo che può variare dal tipo e dalla grandezza del progetto. Quali sono le fasi principali di un processo di localizzazione?

Il processo di localizzazione parte dalla traduzione dei testi (che siano questi UI, in-game o dialoghi), sempre seguita dalla revisione. Il team traduttore-revisore deve lavorare in perfetta armonia per garantire qualità e coerenza. Il doppiaggio è un’altra delle fasi del processo di localizzazione.  Alcuni testi infatti, sono composti da battute che andranno doppiate e vengono quindi adattati in base alle tempistiche interne del gioco. Questi copioni finiranno poi in studio di registrazione dove i doppiatori, il direttore del doppiaggio e il fonico si occuperanno di dare vita ai dialoghi. Tutti questi processi vengono coordinati da un project manager, che rappresenta il punto di contatto tra il cliente e il team di localizzazione, seguendo tutta la genesi del progetto, fino alla consegna.

Quali sono le maggiori difficoltà legate alla localizzazione di videogiochi?

La prima difficoltà in assoluto è la mancanza di contesto. Spesso i testi vengono tradotti quando il gioco è ancora in fase di sviluppo, altre volte invece arrivano al reparto traduzioni in momenti talmente concitati della produzione, che per gli sviluppatori è impossibile fornire riferimenti precisi. Una delle abilità principali di un traduttore di videogiochi è la capacità di trovare soluzioni creative, ma sufficientemente generiche da essere applicate a qualsiasi contesto.

Un altro elemento tipico di questo settore è la terminologia, sia quella specifica delle piattaforme per le quali verrà pubblicato il gioco, sia quella dei vari generi di videogioco (RPG, MMORPG, simulazione, picchiaduro…). In questo caso, essere un gamer e avere esperienza su generi diversi, è sicuramente un plus.

Ci sono strumenti tecnologici che i localizzatori di videogiochi devono saper padroneggiare per affrontare al meglio le sfide della localizzazione?

Ci sono dei programmi di traduzione assistita (chiamati CAT tools) che permettono di velocizzare i tempi, minimizzando le possibilità di errore, soprattutto in riferimento alla terminologia da glossario e alla coerenza interna dei testi.

Quali sono le competenze più richieste per lavorare come localizzatore di videogiochi?

Può sembrare strano, forse anche scontato, ma la prima competenza è la conoscenza… dell’italiano. A volte capita che si comprendano perfettamente certi concetti nella lingua d’origine (al 90% inglese o giapponese), ma la resa in italiano sia poco scorrevole o addirittura poco comprensibile.

Inoltre, come accennavo prima, essere un giocatore, magari di generi diversi, aiuta sia con la terminologia, sia con l’orientamento all’interno dei famosi testi senza indicazioni di contesto.

Durante il tuo corso, gli studenti saranno coinvolti in esercitazioni. Puoi darci qualche anticipazione sul tipo di esercitazioni che svolgeranno?

Lavoreremo su testi tratti da progetti editi, simulando anche delle scadenze di consegna realistiche; affronteremo ogni genere e ambito contenutistico e ci spingeremo fino al doppiaggio, passando per revisione, traduzione automatica e testing.

Qual è stato il progetto più stimolante legato all’industria dei videogiochi al quale hai lavorato nella tua carriera?

Non ce n’è uno in particolare. Ogni progetto porta con sé peculiarità e sfide ogni volta inaspettate. Dai giochi crossover con personaggi provenienti da diversi franchise, agli RPG con innumerevoli variabili da rispettare, fino a quei titoli mobile in cui è possibile spaziare con la creatività, ma sempre entro un limite massimo di caratteri.


Scopri il corso di Game Localization

Se anche tu vuoi diventare un localizzatore di videogiochi, con il corso breve di specializzazione in Game Localization, puoi farlo. Seguito dallo Specialist Trainer Andrea De Cunto imparerai a: tradurre i testi a video, i dialoghi, le interfacce di gioco, i manuali e il materiale promozionale; creare la terminologia specifica o attingere a glossari preesistenti; adattare i dialoghi all’audio originale; revisionare il contenuto testuale ed eseguire test linguistici.