Quanto guadagna un programmatore di videogiochi?

Ott 08

Una delle domande più frequenti che ci si pone prima di intraprendere un percorso professionale nell’industria videoludica è certamente legata al fattore economico: quanto guadagna un programmatore di videogiochi? Conviene tentare una carriera in questo settore? La risposta non è banale e dipende da molteplici fattori, si tratti del proprio grado di esperienza, dello spessore della software house per cui si lavora o della specializzazione che si desidera inseguire.

Di certo, non esiste momento migliore di entrare nel settore dei videogame: con la crescita esponenziale del mercato (anche nel territorio italiano) stanno aumentando di pari passo le opportunità e, di conseguenza, il numero di posizioni disponibili, con possibilità concrete di ottenere un contratto di lavoro soddisfacente dal punto di vista economico anche per i nuovi programmatori. In tal senso, cosa bisogna fare per diventare un Game Programmer, e in cosa consiste esattamente questa figura professionale?

Come creare un videogioco in DBGA Campus
In DBGA Campus replichiamo la pipeline di uno studio di sviluppo

Chi è e cosa fa un programmatore di videogiochi?

Il programmatore di videogiochi rende possibile il funzionamento di ogni aspetto del progetto attraverso la scrittura del codice. Con la sua programmazione, questa figura si occupa infatti di far comunicare tra loro tutti gli aspetti nevralgici della produzione, dal comparto grafico alle routine della fisica che regolano i comportamenti di personaggi, armi, oggetti, veicoli e qualsiasi cosa si muova all’interno di un mondo virtuale. Il programmatore fa sì che le meccaniche di gameplay create dai Game Designer e le animazioni concepite dai Game Artist si comportino come previsto, implementando l’interfaccia utente o creando strumenti appositi per aggiungere funzioni non presenti originariamente nei motori di gioco più diffusi, come Unity e Unreal Engine.

Il Game Programmer è essenziale nell’organico di uno studio: oltre a risolvere i problemi che si verificano durante lo sviluppo, a individuare e correggere i bug nel codice e a ottimizzare il videogioco per funzionare a dovere su tutte le piattaforme, la sua figura rappresenta senza dubbio il collante che permette a ogni elemento di funzionare correttamente. Infatti, contrariamente all’immaginario collettivo, il programmatore non è un lupo solitario che passa le giornate a scrivere linee di codice, ma è immerso in un ambiente incredibilmente collaborativo come quello dei videogiochi.

DBGA Campus Game Programming

Il programmatore di videogiochi deve manifestare una certa attitudine al pensiero logico/analitico, grandi abilità nel problem solving e una propensione naturale per le scienze matematiche, elementi che torneranno particolarmente utili nel raggiungimento dei numerosi obiettivi che caratterizzano la pipeline di sviluppo tipica di uno studio videoludico. I videogiochi diventano ogni giorno sempre più complessi, elaborati e ambiziosi, e raggiungere gli obiettivi prefissati dallo studio richiede un approccio multi-disciplinare.

Quanto guadagna uno sviluppatore di videogiochi?

Il ruolo del Game Programmer è perennemente in testa alle offerte di lavoro delle aziende che sviluppano videogame che fanno parte di un’industria in continua crescita, che punta a raggiungere un bacino d’utenza sempre più ampio. La retribuzione diventa sempre più importante a seconda dell’esperienza maturata negli anni e dallo spessore dello studio per cui si lavora.

A quanto ammonta lo stipendio di un programmatore di videogiochi in Italia? Stando ai dati raccolti da Glassdoor, lo stipendio base medio per il ruolo di programmatore è di circa 1.600 euro. Alcune aziende del Bel paese offrono anche la possibilità di lavorare da casa, con una retribuzione mensile che non si discosta tantissimo dalla media nazionale.

Leggermente più alta, sempre secondo Glassdoor, la situazione in Spagna (2.200 euro la retribuzione media) e Francia (circa 2.300 euro lo stipendio medio), mentre cambia sensibilmente lo scenario in un mercato particolarmente prolifico come quello tedesco: gli studi che operano in Germania, infatti, offrono ai Game Programmer una retribuzione annuale di circa 50.000 euro, pari a poco più di 4.100 euro al mese.

DBGA Campus programmatore di videogiochi

La situazione è simile, ovviamente, in mercati videoludici più maturi come quello britannico: nel Regno Unito, lo stipendio annuale medio è di circa 35.000 sterline, quasi 40.000 euro, con picchi che possono toccare anche quota 53.000 sterline (quasi 60.000 euro) nel caso di software house più importanti (si pensi a colossi come Rockstar Games) o di ruoli in cui è richiesta una certa esperienza o specializzazione.

Continuando a esplorare i dati raccolti da Glassdoor in mercati del mondo, negli Stati Uniti la figura del Game Programmer può ambire mediamente a uno stipendio annuale di 81.000 dollari (pari a poco più di 83.000 euro), che equivalgono a oltre 6.700 dollari al mese (ovvero a quasi 7.000 euro al mese). La paga include una base di circa 75.000 dollari (circa 77.000 euro).

Come si diventa programmatore di videogiochi?

Intraprendere una carriera nell’industria videoludica come programmatore di videogiochi richiede una preparazione specializzata. Digital Bros Game Academy ha strutturato i suoi corsi per replicare le dinamiche di un vero studio di sviluppo in modo che gli studenti possano apprendere le basi del mestiere in modo pratico e collaborativo.

Diventa visual Development Artist
Prankh – videogioco sviluppato dagli studenti DBGA Campus a.a. 2021-2022

Gli aspiranti sviluppatori di videogiochi apprenderanno i linguaggi di programmazione C# e C++, mettendo la teoria in pratica lavorando su progetti di gruppo sempre più impegnativi sviluppati con i principali Game Engine Unity e Unreal. L’obiettivo è formare figure Job Ready, pronte per affrontare il mercato del lavoro.

La Digital Bros Game Academy offre corsi di Game Programming sia presso la sua sede di Milano, sia online attraverso la formazione Online Blended. I corsi DBGA Campus, in presenza, hanno una durata di due anni e sono strutturati in moduli core, che rappresentano i fondamenti della materia, tenuti dai Core Trainer e moduli verticali, affidati a Specialist Trainer, su argomenti di assoluta rilevanza per lo sviluppo di videogiochi, con lo scopo di fornire agli studenti maggiori competenze tecniche in base alle esigenze e richieste del settore.

I corsi Online Blended, invece, si svolgono in live streaming e sono strutturati su un programma in tre livelli progressivi che consente agli studenti di ottenere tutte le competenze necessarie per lavorare nell’industria videoludica in base al proprio livello di partenza. Gli studenti interagiscono tra loro online per creare in modo collaborativo progetti di sviluppo, seguiti costantemente dai Core Trainer. Per saperne di più sui corsi per diventare programmatore di videogiochi, contattaci.